William Jackson HookerDedicatario di Hookeria e Hookeriopsis Se ne parla nel post Padri e figli: 8. William Jackson Hooker e la rinascita di Kew William Jackson Hooker (1785-1865) nacque a Norwich; era il secondo figlio di Joseph Hooker, appartenente a una famiglia impegnata nel tessile e amatore di piante succulente, e di Lydia Vicent, la cui famiglia univa alla professione mercantile la propensione artistica. William frequentò la Norwich Grammar School ma non sappiamo molto di questi anni, tranne che fin da bambino amava leggere libri di storia naturale, disegnare e percorrere le campagne alla ricerca di insetti insieme al fratello maggiore Joseph. I due fornirono diversi esemplari al reverendo Kirby, compresa una nuova specie di punteruolo che fu loro dedicata. La socpreta di un muschio, quando aveva appena vent'anni, lo mise in contatto con James Edward Smith, che a sua volta lo indirizzò al colto botanico dilettante Dawson Turner. Nacque così la sua vocazione di botanico, che inizialmente ebbe pr terreno privilegiato lo studio dei muschi.
Avendo ereditato una proprietà dal padrino, godeva di una certa indipendenza economica; non frequentò l'università. Nel 1805 fu invece inviato a Starston Hall presso il proprietario terriero Robert Paul per imparare a gestire i suoi terreni. Ne approfittò per continuare le escursioni sul campo, Intanto incominciava a farsi conoscere come illustratore e botanico di talento. Nel 1806 conobbe Banks e fu ammesso alla Linnean Society, di cui era il socio più giovane. Possiamo considerare Smith e Turner, di cui frequentava spesso la casa di Yarmouth, i suoi mentori. Al primo procurò diverse specie di muschi, tra cui quelli su cui Smith si basò per creare il genere Hookeria in Characters of Hookeria, a new Genus of Mosses, with Descriptions of Ten Species (1808), illustrato dallo stesso Hooker. Per Turner preparò le tavole Historia Fucorum. Poté però approfittare dei proventi delle sue proprietà per viaggiare a proprie spese. Nel 1807 un incidente che quasi gli costò la vita strinse ancora più la sua relazione con Turner. Mentre erborizzava, fu morso da una vipera. Trasportato a casa Turner, venne salvato e curato, ma si rimise a fatica. Una volta guarito, viaggiò con i Turner in Scozia, dove poi tornò una seconda volta nel 1808 con l'amico William Borrer, scoprendo una nuova specie di muschio sul Ben Nevis. Di Turner divenne anche socio, acquisendo un quarto di una birreria, situata a Halesworth. Si trasferì così a vivere in una casa annessa allo stabilimento, che possedeva un giardino e una serra dove coltivava orchidee. Per una decina di anni diresse la birreria, ma non aveva nessun talento per gli affari che non prosperarono. I proventi delle sue proprietà gli consentivano comunque una certa indipendenza economica, permettendogli di viaggiare a proprie spese. Nel 1809 visitò l'Islanda e, anche se perse quasi interamente le raccolte in un incendio a bordo, fu in grado di scrivere una relazione di viaggio grazie alla buina memoria, alle parti sopravvissute del suo diario e all'aiuto di Banks, che gli mise a disposizione le proprie collezioni. Fallirono invece i progetti di visitare Ceylon o Giava. Nel 1814, un viaggio di nove mesi lo portò prima a Parigi con i Turner, poi in Svizzera e in Lombardia. Ne approfittò per incontrare diversi botanici, tra cui de Candolle. Al ritorno, sposò la figlia maggiore dei Turner, Maria Sarah Turner. Nel 1812 fu ammesso alla Royal Society e nel 1815 all'Accademia svedese delle scienze. Nel 1820 fu nominato Regius Professor di botanica all'università di Glasgow. Vi avrebbe insegnato per un ventennio, fino al 1841. Divenne un insegnante molto popolare e diede enorme impulso all'orto botanico, accrescendone le collezioni in modo esponenziale grazie alle raccolte sul campo, agli scambi con orti botanici e giardini privati, a una vastissima rete di relazioni in patria e all'estero. Il periodo di Glasgow fu poi molto produttivo dal punto di vista scientifico con la pubblicazione di numerose opere tra cui Flora Scotica, Flora Boreali-Americana, Icones Filicum, The Botany of Captain Beechey's Voyage to the Bering Sea. Dal 1827 assunse la direzione del "Curtis's", sulle cui pagine pubblicò numerose specie di nuova introduzione. Inizialmente spesso erano illustrate da lui stesso. Nel 1834 incontrò l'artista di Glasgow Walter Hood Fitch che da quel momento divenne il solo illustratore della rivista (nel 1841 lo avrebbe seguito a Kew, divenendone l'artista ufficiale). Nel 1836 divenne cavaliere dell'ordine guelfo, fregiandosi del titolo di Sir. Nel 1841 venne nominato direttore dei Kew Gardens, il primo ad assumere questo incarico in veste ufficiale. Lo avrebbe mantenuto fino alla morte nel 1865. Seppe rilanciare il giardino, accrescendone l'estensione, dotandolo di serre e strutture moderne, di un museo di botanica economica e di un erbario, il cui nucleo iniziale fu costituito dalla sua immensa collezione personale. Per la prima volta, lo aprì al pubblico. Con le relazioni internazionali e lo stimolo dato a grandi opere collettive, in partucolare alle flore coloniali come Flora of British India, nonché con la sua stessa attività scientifica, meno intensa che a Glasgow ma pur sempre rilevante, fece poi di Kew un polo globale della scienza botanica. Tra le opere realizzate in questi anni, merita citare almeno la monumentale Icones Plantarum e le opere dedicate alle felci Genera filicum e Species Filicum, pietre miliari della pteridologia. Attivo fino agli ultimi giorni, si spense ottantenne nel 1865. Dalla moglie Maria Sarah Turner, che gli fu sempre accanto come indispensabile segretaria e fu anche un'abile illustratrice, ebbe cinque figli, due maschi e tre femmine, Mary, Elizabeth, Mary Harriet. Il maggiore dei maschi William (1816-1840), medico, morì ventiquattrenne in Giamaica; il secondo Joseph Dalton divenne un celeberrimo botanico e successore del padre a Kew. |
Fonti
F. O. Bower, Sir William Hooker, in Makers of British botany, pp. 126-150.
J. D. Hooker, A Sketch of the Life and Labours of Sir William Jackson Hooker, "Annals of Botany", Vol. 16, 1902.
William Jackson Hooker, https://en.wikipedia.org/wiki/William_Jackson_Hooker
F. O. Bower, Sir William Hooker, in Makers of British botany, pp. 126-150.
J. D. Hooker, A Sketch of the Life and Labours of Sir William Jackson Hooker, "Annals of Botany", Vol. 16, 1902.
William Jackson Hooker, https://en.wikipedia.org/wiki/William_Jackson_Hooker