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Tra gli oltre novanta morti del naufragio del battello a vapore "Home", nell’ottobre del 1837, c’era, insieme all’intera famiglia, il botanico dilettante Hardy Bryan Croom. Nella sua breve vita aveva esplorato la flora della Florida, scoprendo tra l’altro la rarissima Torreya taxifolia. John Torrey, oltre che con accorate parole di cordoglio, volle ricordarlo dedicandogli un’altra delle sue scoperte, Croomia pauciflora, specie tipo di questo piccolo genere della famiglia Stemonaceae. Un naufragio che fece epoca Nel primo pomeriggio del 7 ottobre 1837, a una banchina del porto di New York il battello a vapore "Home", diretto a Charleston nella Carolina del Sud, si preparava alla partenza. Era una nave di lusso, con spazi comuni eleganti e cabine spaziose. Tra i novanta passeggeri, tutti appartenenti a famiglie agiate - il biglietto era notevolmente costoso - c'era grande eccitazione: la nave aveva già percorso quella rotta due volte, e nell’ultima aveva segnato il miglior tempo di collegamento tra New York e Charleston. Il viaggio si annunciava rapido, confortevole e senza rischi. Tra i passeggeri che si apprestavano a salire a bordo, c'era la famiglia Croom al completo: il padre, Hardy Bryan Croom (1797-1837), la madre Frances Henrietta Smith, i figli Henrietta Mary di quindici anni, William Henry di dieci e Justina Rose di sette. Avevano trascorso l'estate a New York e ora si accingevano a raggiungere Charleston, dove avevano deciso di trasferirsi. Nessuno di quei ricchi passeggeri sapeva che in quelle stesse ore un uragano tropicale, originatosi forse nei Caraibi nordoccidentali negli ultimi giorni di settembre, dopo aver disalberato la nave di sua maestà britannica 'Racer' al largo della Giamaica, aver devastato le coste prima del Messico poi del Texas, fatto esondare il lago Pontchartain allagando le zone basse di New Orleans, aveva ripiegato verso est e ora stava dirigendosi verso nord est, in direzione della Florida. Alle quattro del pomeriggio la nave lasciò gli ormeggi. Subito dopo, una piccola delusione: poco dopo la partenza la "Home" si incagliò su un basso fondale e ci vollero cinque ore per disincagliarla. La speranza di un nuovo record sfumava, ma il viaggio proseguì nel massimo confort, anche se nel tardo pomeriggio della domenica - i Croom quel giorno festeggiavano il quarantesimo compleanno del capo famiglia - i venti incominciarono a rafforzarsi. Nelle primissime ore di lunedì 9 si erano intensificati fino a raggiungere la forza d'uragano e il comandante ordinò di ridurre le vele. La nave però non teneva bene il mare e all'alba la situazione era così preoccupante che sia i membri dell'equipaggio sia i passeggeri, tra cui c'erano due ex capitani di marina, chiesero al capitano White di raggiungere la costa per far arenare la nave. Egli, convinto della solidità del battello e preoccupato per un’imbarcazione non assicurata, ignorò le richieste. Poco dopo, la falla fu scoperta e una delle caldaie si spense. White virò verso la costa, ma appena la macchina riprese a funzionare, puntò di nuovo al largo. Intanto il mare era sempre più agitato e le onde battevano la nave, rompendo le finestre della sala da pranzo e strappando le strutture in legno. La nave imbarcava sempre più acqua. Nel pomeriggio fu chiaro che le pompe di bordo non erano sufficienti e i passeggeri, donne e bambini compresi, unirono i loro sforzi a quelli dell'equipaggio per gettare l'acqua fuori bordo, usando ogni tipo di contenitori: secchi, bacinelle, pentole, persino i propri cappelli. Tutto fu inutile. La nave era ormai allagata e alle 20 le caldaie si spensero definitivamente. A parte poche vele stracciate, ora la "Home" era totalmente in preda alla tempesta. L'unica speranza era raggiungere la non lontana isola di Ocracoke, di cui alla luce della luna si intravvedeva il faro. La nave arrancò lentamente verso la costa, mentre i passeggeri si ammassavano sul ponte in trepidante attesa. A qualche centinaio di metri dalla spiaggia, il vascello colpì la barriera esterna, girò su se stesso e si inclinò a dritta, mentre decine di persone venivano sbalzate fuori bordo. Con difficoltà venne varato un battello di salvataggio, ma, sovraccarico, si capovolse immediatamente, scaraventando gli occupanti in mare. Quasi contemporaneamente l'albero maestro crollò, seguito dai fumaioli e in pochi minuti la "Home" si disintegrò. A bordo c'era un solo giubbotto di salvataggio, di proprietà di un passeggero, che se lo era procurato prima della partenza. Lo indossò quasi automaticamente e fu tra i pochi che raggiunsero a nuoto la riva. Tra passeggeri ed equipaggio, i salvati furono quaranta, i sommersi più di novanta. Tra di essi, l'intera famiglia Croom. Venne poi il tempo del lutto, delle polemiche e delle inchieste giudiziarie. Non mancarono neppure le liti tra gli eredi: celebre fu la causa intentata dalla suocera di Hardy Bryan Croom al fratello di lui, una disputa che si trascinò per quasi vent’anni. Da quel groviglio di dolore e responsabilità nacque almeno un risultato concreto: il legislatore impose finalmente alle navi l’obbligo di adeguati giubbotti di salvataggio. Un pioniere delle ricerche botaniche in Florida Tra coloro che sentirono più da vicino la perdita dei Croom ci fu il botanico John Torrey, probabilmente uno degli ultimi a salutarli prima della partenza per Charleston. Durante l'estate Croom aveva lavorato alla seconda edizione del suo Catalogue of Plants Observed in the Neighborhood of New Bern, North Carolina, e lo aveva affidato a Torrey perché ne curasse la pubblicazione. Per lui, però, Croom non era soltanto un amico e un promettente raccoglitore di piante rare dalla Florida e dalla Carolina: era anche colui a cui doveva la scoperta di Torreya taxifolia e, indirettamente, la dedica del genere che aveva consacrato il suo nome nella tassonomia botanica. Hardy Bryan Croom apparteneva a una ricca famiglia di piantatori della Carolina del Nord, con interessi anche in Florida. Trascorse l’infanzia tra la piantagione paterna nella Lenor County e gli studi. Studente brillante, frequentò l’Università del North Carolina, distinguendosi per il talento nelle lingue e i vasti interessi scientifici, soprattutto in geologia, mineralogia e botanica. Iniziò anche gli studi di legge, che però non esercitò mai, preferendo dedicarsi all’amministrazione delle proprietà di famiglia. Per un breve periodo fu anche membro del senato statale. Dopo la morte del padre, nel 1829, si recò in Florida per ispezionare una tenuta recentemente acquistata dal defunto. Ne rimase così affascinato da decidere di trasferire lì il centro delle sue attività. La piantagione in Carolina fu venduta e gli schiavi neri — dispiace dirlo, ma come tutti i piantatori del Sud Croom doveva la sua ricchezza al loro lavoro — furono trasferiti in Florida. Già appassionato di botanica, aveva iniziato a raccogliere e catalogare le piante dei dintorni di New Bern, dove si era stabilito dopo il matrimonio con Frances, figlia di un piantatore locale, ma la flora della Florida settentrionale lo colpì profondamente. Come proprietario terriero era abile ed energico, e si lanciò in una serie di investimenti: nel 1832 acquistò una piantagione sulla riva destra dell’Apalachicola e un’altra nei pressi di Quincy, nella Gadsden County. Nel 1834 si aggiunse la Goodwood Plantation, nella contea di Leon, ricavata da una parte della tenuta donata dal Congresso al generale Lafayette. La residenza della famiglia rimaneva New Bern, ma spesso le estati erano trascorse a Saratoga o a New York, dove Frances amava frequentare la buona società. Hardy Bryan, invece, visitava la Florida almeno una volta all’anno, dedicando alla regione i mesi primaverili, quando la vegetazione è più rigogliosa. La flora quasi inesplorata del territorio gli offriva un campo di studio molto più promettente rispetto alla Carolina. Una parte consistente dei suoi soggiorni a sud era dunque dedicata alle esplorazioni botaniche, talvolta in compagnia del più giovane Alvan Chapman. Nel 1833 pubblicò, per un editore locale, una relazione su uno di questi viaggi e la prima edizione di Catalogue of Plants Observed in the Neighborhood of New Bern, North Carolina, preparata con l’aiuto del dottor H. Loomis. Si considerava un semplice dilettante e preferiva comunicare le sue scoperte a botanici più esperti, in particolare Thomas Nuttall e John Torrey, con il quale iniziò a corrispondere proprio nel 1833. A quell’anno risale la sua scoperta più importante: una conifera inedita, simile al tasso, che cresceva lungo l’Apalachicola. Come ho raccontato in questo post, ne inviò campioni prima a Nuttall e poi a Torrey, che, sospettando si trattasse di una specie nuova, li trasmise al botanico scozzese George Arnott. Questi la descrisse come Torreya taxifolia, dedicando il nuovo genere allo stesso Torrey. Fu sempre Torrey a incoraggiare Croom a pubblicare almeno alcune delle sue scoperte sull’American Journal of Science and Arts. Il suo studio più importante, dedicato al genere Sarracenia, uscì postumo negli Annals of the Lyceum of Natural History of New York, di cui era diventato socio, così come della Philosophical Society of South Carolina e dell'Accademia delle scienze di Filadelfia, in qualità di membro corrispondente. Al momento della morte, Croom aveva grandi progetti. Avrebbe voluto trasferirsi con la famiglia alla Goodwood Plantation, facendone il quartier generale di una ricognizione più ampia e sistematica della flora della Florida, in compagnia di Chapman. Frances era contraria, per l’isolamento della tenuta e la distanza da ogni vita sociale. Così, mentre Croom rivedeva il suo catalogo — disponendo le piante in famiglie naturali secondo l’insegnamento di Torrey — e preparava libri e attrezzature per la spedizione, in famiglia si raggiunse un compromesso: i Croom si sarebbero trasferiti a Charleston, comunque più vicina alla Florida di New Bern. Come sappiamo, non ci sarebbero mai arrivati. Una presenza discreta nel sottobosco La notizia della morte dell'amico devastò Torrey. Non gli rimaneva che pagare il suo debito da una parte curando come promesso la pubblicazione della seconda edizione del catalogo, con un'accorata prefazione; dall'altra con la dedica di una delle piante scoperte dallo scomparso in Florida. La dedica del nuovo genere Croomia, già annunciata in precedenza in una seduta del Lyceum, fu ufficializzata in A flora of North America con queste parole: "Nominata in onore e ora, ahimé, in memoria del suo scopritore, il fu Henry [sic] B. Croom, autore di una monografia su Sarracenia e altri articoli sulle piante della Florida e degli Stati del Sud". Croomia condivide con Torreya non solo la regione d’origine e lo sguardo che le scoprì entrambe, ma anche la rarità delle rispettive specie americane e la distribuzione disgiunta, quasi a suggerire un gemellaggio botanico tra i due dedicatari. È uno dei quattro generi della famiglia Stemonaceae, un gruppo di angiosperme monocotiledoni considerato relativamente primitivo. Comprende sei specie: una sola, C. pauciflora, la specie scoperta da Croom, è nativa degli Stati Uniti; tutte le altre sono originarie dall’Estremo Oriente, quattro endemiche del Giappone meridionale e una, C. japonica, presente anche in Cina. Proprio come nel caso di Torreya, questa distribuzione disgiunta riflette i cambiamenti climatici del tardo Terziario, che frammentarono un areale un tempo continuo. Le Croomia sono erbacee perenni rizomatose, con fusti sottili che emergono dal sottobosco in primavera. Mentre le specie asiatiche vivono nelle foreste decidue calde, C. pauciflora ha trovato rifugio in un ambiente più fresco e temperato. La morfologia è relativamente varia, ma con alcune caratteristiche ricorrenti: tre o quattro foglie riunite in pseudo verticilli, di consistenza sottile, con lamina cordata, ovata o lanceolata e nervature marcate; infiorescenze terminali, portate da un peduncolo gracile, che riuniscono pochi fiori (da cui il nome pauciflora della specie americana), piccoli e discreti, con quattro tepali verdastri con margini spesso retroflessi, in mezzo ai quali spiccano i robusti stami da bruni a aranciati. L’impollinazione è poco documentata, ma si ritiene avvenga tramite piccoli insetti del sottobosco. Il frutto è una bacca ovoidale, di colore rosso o aranciato a maturità, che spicca sul fondo scuro delle foglie semi decomposte e probabilmente attira piccoli vertebrati o uccelli. La specie americana è la più sobria e minuta, mentre quelle asiatiche mostrano una maggiore diversità nelle dimensioni, nella forma delle foglie e nel numero dei fiori. Unico membro americano non solo del suo genere ma dell’intera famiglia, C. pauciflora è una specie rara, nota in appena quattordici popolazioni in Florida e una quindicina in Georgia, mentre è più frequente in Alabama; in passato è stata segnalata in Louisiana, dove ora non è più presente. Oltre che dalla restrizione dell'ambiente naturale, i boschi mesofili dal suolo ricco, è minacciata da piante aliene invasive che prediligono lo stesso habitat, come Lonicera japonica. Croomia è una presenza discreta, che preserva il nome di Croom là dove diede il suo piccolo contributo alla storia della botanica, prima che la sua vicenda si interrompesse troppo presto.
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CimbalariaAppassionata da sempre di piante e giardini, mi incuriosiscono gli strani nomi delle piante. Un numero non piccolo di nomi generici sono stati creati in onore dei personaggi più diversi. Vorrei condividere qui le loro storie e quelle delle piante cui sono legati. Archivi
February 2026
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