|
Dopo un breve passaggio in Messico, il tedesco Ferdinand Lindheimer arriva in Texas nel 1836. È uno dei Dreißiger, i rifugiati politici che negli anni Trenta dell’Ottocento lasciano la Germania alla volta dell’America. Il Texas diventerà la sua nuova casa e per trent’anni ne esplorerà instancabilmente la flora: prima come cacciatore di piante professionista nella rete di Engelmann e Gray, poi per il semplice piacere di contribuire al progresso della scienza. Dalle sue raccolte nascerà la botanica texana. A ricordarlo è la stella del Texas, Lindheimera texana. Un rifugiato tedesco tra Messico e Texas Il 27 luglio 1830, in risposta alla stretta assolutistica voluta da Carlo X e dal ministro Polignac, Parigi insorge. Nell’arco di tre giorni la sommossa diventa rivoluzione, il re è costretto all’esilio e la Francia si trasforma in monarchia costituzionale. L’evento scuote l’Europa: la Restaurazione, che da quindici anni stringe il continente nella sua morsa, sembra vacillare. Nei giovani liberali, che sognano spazi di libertà, si riaccende la speranza. In Italia, con i moti del ’31, in Polonia, in Belgio, dove la rivoluzione vittoriosa staccherà il paese dall’Olanda, e anche in Germania. Qui i protagonisti sono soprattutto intellettuali e studenti, spesso organizzati nelle Burschenschaften, le confraternite che nel maggio del 1832 danno vita al grande festival democratico di Hambach, invocando libertà di parola e di stampa. Sono ancora studenti — affiancati da qualche insegnante — quelli che il 3 aprile 1833 si scontrano con soldati e polizia nel goffo tentativo di insurrezione passato alla storia come Frankfurter Wachensturm. La repressione non si fa attendere: arresti, delazioni, sospetti, chiusura di ogni spazio di libertà. Per molti intellettuali non resta che una strada: l’emigrazione. Molti prendono la via dell’America. Li chiameranno Die Dreißiger, “quelli degli anni ’30”, per distinguerli dalla seconda grande ondata che seguirà le rivoluzioni fallite del 1848–49. Non si trattò quasi mai di scelte individuali. Questa prima ondata di emigrati politici tedeschi si mosse spesso in forma organizzata, attraverso società di emigrazione che promettevano una nuova vita oltreoceano. La più nota fu la Gießener Auswanderungsgesellschaft, fondata nel 1833 da un gruppo di intellettuali dell’Assia con un progetto ambizioso: creare in Texas una colonia tedesca autonoma, libera e democratica, una sorta di “Germania rigenerata” in terra americana. Le rotte migratorie che ne derivarono non furono lineari: molti dei suoi membri, prima di raggiungere il Texas, passarono dal Messico, da cui allora dipendeva quella regione. È in questo contesto che si inserisce anche la vicenda di Ferdinand Lindheimer (1801-1879). Nativo di Francoforte, ultratrentenne all'epoca dei fatti, tra i membri del movimento liberale era uno dei "vecchi", non più studente, ma insegnante. Era un umanista, un filologo, formatosi alle università di Wiesbaden, Jena e Berlino; dal 1827 insegnava all'Istituto Bunsen della città natale e ai suoi studenti parlava di libertà. Coinvolto direttamente nel Frankfurter Wachensturm, sapeva di essere nel mirino della polizia; la sua stessa famiglia, di tendenze conservatrici, gli aveva voltato le spalle; l'emigrazione fu inevitabile. Lasciò la Germania nella primavera del 1834 e la sua prima meta fu Belleville nell'Illinois, dove si unì a un gruppo di immigrati tedeschi diversi dei quali erano stati suoi colleghi all'Istituto Bunsen. Tuttavia pensava già al Texas, che all'epoca, pur in una situazione di forte instabilità, era sotto la sovranità messicana. Così nell'autunno del 1834, insieme a cinque compagni, percorse a piedi il Mississippi per dirigersi verso il Texas; ma a New Orleans con due compagni si imbarcò per Veracruz e entrò a fare parte della comunità creata al Mirador da un altro immigrato tedesco, Carl Sartorius. Anch'egli un intellettuale e un rifugiato politico, nel 1830 aveva acquistato una fazenda ai piedi del monte Orizaba, dove coltivava canna da zucchero e distillava alcoolici con buona fortuna. Botanico più che dilettante, amava esplorare la flora dei dintorni e raccogliere piante; ospite generoso e accogliente, trasformò il Mirador in un polo di ricerca che, nel corso degli anni, accolse molti dei botanici e cacciatori di piante attivi in Messico, da Galeotti, Linden e Ghiesbreght a Karl Hartweg. Lindheimer rimase al Mirador per sedici mesi e imparò dal suo ospite come raccogliere, conservare e montare piante e insetti. Fu la sua iniziazione alla botanica. Le notizie della rivolta scoppiata in Texas contro il governo centralista messicano lo spinsero a ripartire per arruolarsi come volontario. Alla fine del 1835 lasciò il Messico e, dopo un naufragio sulla costa di Mobile, in Alabama, giunse in Texas il giorno dopo la battaglia di San Jacinto, l'evento che di fatto ne sancì l'indipendenza. Per qualche tempo combatté nelle file dell'esercito della Repubblica del Texas. E' probabile che già allora sia stato colpito dalla flora texana, all'epoca ancora quasi sconosciuta, e abbia continuato ad arricchire l'erbario inaugurato al Mirador. Quando fu smobilitato, dopo aver lavorato per qualche tempo in una fattoria, su invito di Georg Engelmann - anch'egli era nativo di Francoforte e si erano già conosciuti in Germania - si trasferì a St Louis; vi trascorse l'inverno del 1839-40, ma il clima troppo freddo non giovava ai suoi polmoni, così decise di tornare in Texas. Engelmann gli chiese di raccogliere piante per lui e per Gray. Per Lindheimer si aprì così un periodo di precarietà e di continui spostamenti nel Texas, sostenendosi come raccoglitore indipendente e con una combinazione di lavori manuali e agricoltura di sussistenza presso le comunità di coloni tedeschi. Raccoglitore, giornalista, cittadino in Texas A cambiare la sua vita, e a dargli finalmente stabilità, furono due eventi in rapida successione. Tra il 1843 e il 1844 le raccolte per Engelmann e Gray si trasformarono in un ingaggio formale, facendo di Lindheimer il primo raccoglitore permanente della flora del Texas. Lasciata St Louis, dove aveva nuovamente trascorso l’inverno, nella primavera del 1843 si imbarcò per Galveston e quindi, a bordo di un carro a due ruote carico di risme di carta, provviste, una pressa e altre attrezzature, si mosse verso ovest per la sua prima spedizione. Con l'unica compagnia di due cani da caccia, si addentrò nella natura selvaggia, spesso senza incontrare nessun essere umano e vivendo dei proventi della caccia. Nel 1844, nella contea di Comal, incontrò un gruppo di coloni tedeschi intenti a fondare una città nelle terre acquistate dal principe Carl von Solms‑Braunfels, commissario generale della Mainzer Adelsverein, l’associazione creata da un gruppo di nobili tedeschi per organizzare l’immigrazione di massa in Texas; in suo onore, la nuova città si sarebbe chiamata New Braunfels. Più tardi Lindheimer incontrò lo stesso principe e decise di unirsi alla colonia. I primi anni di New Braunfels furono difficili, anche per la scarsa esperienza amministrativa e finanziaria del principe che, mentre si accingeva a far rientro in Germania, fu addirittura arrestato per debiti. A salvare la situazione fu il suo successore come commissario generale, Otfried Hans von Meusebach — che negli Stati Uniti avrebbe mutato il nome in John. Energico, di orientamento liberale e fortemente interessato alle scienze, aveva deciso di trasferirsi in Texas affascinato dalla sua natura. Più tardi sarebbe diventato per Lindheimer un amico e un compagno di raccolte botaniche. Nella giovane colonia tedesca, un uomo di cultura e con una buona conoscenza del territorio come Lindheimer era benvenuto. Dal 1844 fino alla morte, New Braunfels divenne la sua casa e la sua comunità. Gli fu assegnato un appezzamento lungo il Comal Creek, dove creò anche un piccolo orto botanico, ma fino al 1851 la raccolta di piante rimase la sua attività principale. Le sue copiose raccolte, soprattutto attorno agli insediamenti tedeschi di New Braunfels, Fredericksburg e Bettina, ne fanno il padre della botanica texana. Gli esemplari venivano inoltrati a Engelmann e da questi a Gray, che si incaricava anche di distribuire gli exsiccata tra i sottoscrittori. Una lettera di Gray a Engelmann ne elenca trenta: oltre a collezionisti privati statunitensi ed europei, a Torrey e agli stessi Engelmann e Gray, figurano grandi nomi della botanica europea (Bentham, Harvey, Webb) e istituzioni come lo Smithsonian, l’erbario Boissier, l’orto botanico di Parigi e il British Museum. Tra il 1845 e il 1850 Engelmann e Gray pubblicarono due fascicoli di Plantae lindheimerianae, per un totale di 754 specie; dopo la morte di Engelmann, sulla base degli esemplari conservati nel suo erbario, la pubblicazione delle raccolte di Lindheimer fu completata da J. W. Blankinship nel 1907. Intanto, mentre la comunità dei coloni si espandeva e si stabilizzava — altri insediamenti sorsero a Fredericksburg e a Bettina, chiamata così in onore della scrittrice e musicista progressista Bettina Brentano von Arnim — anche la vita di Lindheimer trovava un assetto stabile. Nel 1846 si sposò con Eleanor Reinartz, da cui ebbe due figlie e due figli. Nel 1852 fu nominato direttore del Neu‑Braunfelser Zeitung, un settimanale in lingua tedesca che diede voce alla comunità di New Braunfels con annunci, notizie locali, politica texana, rubriche di agricoltura e approfondimenti culturali. Per Lindheimer divenne anche una palestra dove scrivere di politica, cultura, botanica e sfogare i suoi sentimenti anticlericali. Da quel momento, la raccolta di piante — nell’arco di trent’anni ne avrebbe raccolto in totale circa 1500 specie — cessò di essere una professione per diventare un piacere e una passione. In alcune spedizioni fu suo compagno John O. Meusebach, con il quale nel 1849 fece raccolte a Comanche Spring. Quando poi Meusebach diede le dimissioni da commissario della Mainzer Adelsverein e si ritirò nella Loyal Valley, Lindheimer lo visitava spesso e scambiava con lui esemplari botanici. Era ormai uno degli animatori della vita culturale della comunità tedesca e una figura di riferimento anche sul piano istituzionale. Oltre a dirigere il giornale, aprì una scuola privata e più volte servì come sovrintendente alla pubblica istruzione. Fu inoltre il primo giudice di pace di New Braunfels. Nel 1872 lasciò il Neu‑Braunfelser Zeitung e dedicò gran parte del suo tempo allo studio delle scienze naturali, corrispondendo attivamente con studiosi della madrepatria come il botanico Adolf Scheele — cui inviò molti esemplari — e il geologo Ferdinand von Roemer, autore di The Cretaceous Formations of Texas and Their Organic Inclusions, che aveva conosciuto anni prima durante una visita di quest’ultimo alle comunità tedesche del Texas. Lindheimer morì nel 1879; lo stesso anno alcuni dei suoi saggi furono pubblicati postumi sotto il titolo Aufsätze und Abhandlungen. La stella del Texas per l'esploratore della flora texana L’impronta di Lindheimer nella conoscenza della flora del Texas è profondissima. Per trent’anni esplorò una porzione del territorio — quella attorno agli insediamenti tedeschi — in modo sistematico e continuo, gettando le basi di una vera flora regionale, fatta non solo di piante curiose, nuove o vendibili ai collezionisti, ma di comunità vegetali. Le circa 1500 specie da lui raccolte rappresentano, se non un catalogo completo, una percentuale estremamente significativa della flora del Texas centrale. Del resto, era il suo proposito fin dall’inizio. Già nel 1842, rivelando quella che oggi chiameremmo una coscienza ecologica, scrisse: “Ho conservato un esemplare di ogni pianta che conosco. Devo trovare un posto più sicuro da qualche parte qui in Texas dove creare un erbario di piante autoctone. E anche avere un giardino botanico dove proteggere le piante perenni rare.” Le sue raccolte, oggi conservate in oltre venti istituzioni in tutto il mondo, furono formidabili anche per numero (sono stimate tra 80.000 e 100.000 esemplari), ma soprattutto per qualità: le sue note di campo e le sue osservazioni sono eccellenti. Quando arrivò in Texas con la sua pressa e le risme di carta, gran parte di quella flora era sconosciuta, e fu il primo raccoglitore di numerose specie, diverse delle quali portano il suo nome. La più nota — quella che forse lo rende familiare, almeno come eco, anche da noi — è certamente la deliziosa gaura (un tempo Gaura lindheimeri, oggi Oenothera lindheimeri), amatissima nei giardini per i suoi fiori da bianchi a rosati simili a leggere farfalle. Ma le dediche sono molte: un centinaio in totale, una quarantina delle quali oggi valide, dalla bellissima felce Hemionitis lindheimeri dalle fronde vellutate a Ipomoea lindheimeri dai profumatissimi fiori blu cielo, dalla minuscola asteracea rupicola Laphamia lindheimeri al “palo blanco” Celtis lindheimeri, un vero e proprio albero. Per volontà di Engelmann e Gray, c’è anche un genere Lindheimera, che essi gli dedicarono con queste parole: “Abbiamo nominato questo genere straordinario, affine a Berlandiera e Engelmannia, in onore del suo tenace e instancabile scopritore e indagatore della flora texana.” Oggi è un genere monotipico della famiglia Asteraceae, rappresentato unicamente da Lindheimera texana, che unisce nel nome botanico quelli dello scopritore e del territorio che esplorò. È nota anche con il bel nome comune di Texas star, “stella del Texas”. Oltre che in questo stato, è presente in Oklahoma e nel Messico settentrionale, dove cresce in una varietà di habitat tipicamente assolati e aperti, incluse praterie, bordi di strade e aree disturbate. È una robusta annuale, piuttosto variabile (può rimanere bassa o superare il metro di altezza), assai cespitosa, con foglie basali grossolanamente dentate raccolte a rosetta e foglie cauline opposte e intere; fusto e foglie sono fittamente pelosi. Ogni fusto porta una cima di fiori con 3–6 (più comunemente cinque) fiori del raggio giallo brillante. Di facile coltivazione e di lunga fioritura, negli Stati Uniti è talvolta coltivata nei giardini in stile naturale. Questa dedica di una pianta modesta, quasi un’erbaccia, forse nelle intenzioni di Gray e Engelmann — per via delle sue affinità botaniche — collega Lindheimer allo stesso Engelmann, la linea tedesca, e al franco‑svizzero Berlandier, esploratore della flora del confine messicano, dall’altra parte della frontiera. È la linea dei botanici esploratori “tenaci e instancabili”, di cui Lindheimer è uno dei capofila.
0 Comments
Leave a Reply. |
Se cerchi una persona o una pianta, digita il nome nella casella di ricerca. E se ancora non ci sono, richiedili in Contatti.
CimbalariaAppassionata da sempre di piante e giardini, mi incuriosiscono gli strani nomi delle piante. Un numero non piccolo di nomi generici sono stati creati in onore dei personaggi più diversi. Vorrei condividere qui le loro storie e quelle delle piante cui sono legati. Archivi
February 2026
Categorie
All
|


RSS Feed