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Lo hanno definito un collezionista nato. Fin da ragazzino, Aylmer Bourke Lambert raccoglieva conchiglie e fiori e, adulto, grazie al patrimonio familiare e alla reputazione scientifica - fu tra i soci fondatori della Linnean Society e ne fu vicepresidente per mezzo secolo - creò un erbario e una biblioteca botanica secondi solo a quelli di Banks, suo amico e modello. La collezione si accrebbe con acquisti prestigiosi e con esemplari inviati da tutto il mondo da una vasta rete di corrispondenti. Non erano solo esemplari secchi da conservare nelle pagine di un erbario, ma anche semi che Lambert faceva germogliare nel giardino e nella serra di Boyton nel Wiltshire. Tra queste piante molti pini, o meglio conifere, che divennero le sue preferite: le descrisse e le fece illustrare dai migliori artisti del tempo nella spettacolare A Description of the Genus Pinus. A ricordarlo non è una conifera, ma la proteacea Lambertia. Aylmer Bourke Lambert il collezionista All'inizio dell'Ottocento, le conifere erano ancora un gruppo mal conosciuto. Anche se molte specie sono native dell'Europa e diverse furono descritte dai botanici europei a partire dal Rinascimento, la pionieristica opera cinquecentesca di Pierre Belon De arboribus coniferis, resiniferis, aliis quoque nonnullis sempiterna fronde virentibus (ne ho parlato in questo post) non aveva trovato seguito. Linneo non le riconobbe come categoria distinta; nella prima edizione di Species plantarum ne descrisse tre generi e quindici specie nella classe Monoecia monadelphia (Pinus con dieci specie, Thuja con due, Cupressus con tre) e due generi con undici specie (Juniperus con nove e Taxus con due) nella classe Dioecia monadelphia. Nel suo Gardener's dictionary Miller aggiunse i generi Abies, Larix e Cedrus. Eppure l'interesse per le conifere era vivo; come piante forestali, apprezzate per le costruzioni navali, e come piante ornamentali, soprattutto dopo l'arrivo dalle colonie americane di nuove specie che avevano incominciato a popolare i parchi paesaggistici all'inglese. A colmare la lacuna, più di 250 anni dopo l'operina di Belon, fu il botanico inglese Aylmer Bourke Lambert (1761-1842) con la spettacolare A description of the Genus Pinus. Egli era figlio di Edmund Lambert, proprietario terriero del Wiltshire, e di Bridget Bourke, figlia dell'ottavo visconte Mayo. Educato dapprima da precettori privati a Boyton Manor, la casa di famiglia, dodicenne fu inviato alla Newcome's School di Hackney, un prestigioso istituto privato londinese dove i ragazzi erano avviati anche al teatro. Già allora si distingueva per la passione collezionistica: raccoglieva conchiglie e fogli d’erbario, incoraggiato dal botanico Richard Pultney e dalla duchessa di Portland, che conobbe nel Dorset durante le vacanze presso un fratellastro della madre. Nel 1779 si iscrisse a Oxford, che frequentò per tre anni senza conseguire la laurea. Qui strinse amicizia con Daniel Lysons, futuro topografo e antiquario, e poco dopo entrò in contatto con Joseph Banks e James Edward Smith. Nel 1788 fu tra i soci fondatori della Linnean Society, di cui nel 1794 divenne vicepresidente, carica che mantenne fino alla morte. Era un membro attivo, con comunicazioni di zoologia e botanica poi pubblicate nelle "Transactions". Nel 1791 fu ammesso alla Royal Society, presieduta da Banks, che divenne il suo modello e amico: frequentava regolarmente la sua casa e la sua biblioteca, e basandosi su esemplari di Banks pubblicò nel 1797 il suo primo lavoro indipendente, A Description of the Genus Cinchona, dedicato proprio a lui e alla Linnean Society. Dalla madre Lambert aveva ereditato proprietà in Irlanda e piantagioni in Giamaica, che gli garantirono indipendenza economica e mezzi per coltivare la passione di collezionista. Probabilmente il primo acquisto importante fu parte della collezione della duchessa di Portland, messa all’asta nel 1786. Nel 1802, alla morte del padre, lasciò Salisbury e tornò a Boyton Manor, dove allestì un gabinetto apposito per l’erbario, con armadi a cassettiera per i 50.000 esemplari organizzati secondo il sistema linneano. Vi erano anche un giardino e una serra per acclimatare piante rare. La sua biblioteca era sterminata, e come Banks Lambert apriva erbario e libri agli studiosi, considerandosi più custode e organizzatore del sapere che semplice collezionista. La collezione si accrebbe con acquisti prestigiosi: gli erbari di William Hudson, di lord Bute (con le raccolte svizzere di Laurent Garcin), di Georg Forster con le piante dei mari del Sud, di Henry de Ponthieu con esemplari delle Antille, di John White e George Caley dal Nuovo Galles del Sud, di Franz Sieber da Creta, Egitto e Palestina. Nel 1808 si aggiudicò all’asta l’erbario di Peter Simon Pallas, che comprendeva anche le raccolte della Spedizione dell’Accademia e l’intero erbario di Johann Reinhold Forster. Nel 1816 acquistò da Pavon migliaia di esemplari raccolti da lui e Ruiz in Perù e Cile, e da Sessé e Mociño in Messico: una collezione che per numero raddoppiava quella di Humboldt e Bonpland. Accanto agli acquisti, Lambert ricevette doni e invii da botanici e raccoglitori come Patrick Browne, Robert Brown, Francis Masson, Alexander Anderson, Broussonet, Labillardière, Cavanilles, William Roxburgh e suo figlio John; e da funzionari coloniali come Lord Seaforth, Sir George Staunton e Philip G. King. Particolarmente rilevanti furono le raccolte di Francis Buchanan Hamilton e Nathaniel Wallich, con circa 1500 esemplari dall’India e dal Nepal, che David Don utilizzò per il Prodromus florae nepalensis (1825). Lambert infatti ebbe anche un ruolo di mecenate: sostenne Don e Pursh, che ospitò per permettergli di completare la Flora Americae Septentrionalis; alla sua morte, ne acquistò gli erbari dalla vedova. Negli ultimi anni, per ragioni di salute, si trasferì vicino ai Kew Gardens, continuando a seguire le sue collezioni. La straordinaria importanza del suo erbario emerge dalla nota scritta da Don per il secondo volume di A description of the Genus Pinus: un patrimonio organizzato e accessibile che trasformava piante vive e exsiccata in memoria scientifica condivisa. Un magnifico repertorio di conifere Accanto agli erbari e ai libri, Lambert riceveva anche semi da ogni parte del mondo. Li faceva germogliare nel giardino e nella serra di Boyton Manor, sperimentando l’acclimatazione di specie rare. Tra queste, le conifere divennero presto le sue predilette. Ne piantò molte attorno alla casa, le osservò nel suo e in altri giardini, confrontando le caratteristiche delle diverse specie. Nacque così l’idea di raccogliere in un’opera organica le conoscenze disponibili: non un trattato accademico, ma un libro che unisse descrizione botanica, consigli di coltivazione e attenzione all'importanza economica ed ecologica, corredato da spettacolari tavole illustrate dei migliori artisti del tempo. Così vide la luce A Description of the Genus Pinus, il primo grande repertorio dedicato alle conifere: non inganni infatti il titolo. Lambert seguiva la classificazione di Linneo, che aveva incluso in Pinus specie oggi assegnate ad altri generi della famiglia Pinaceae come Abies, Picea, Cedrus; inoltre vengono trattate anche specie, soprattutto di nuova introduzione, appartenenti ad altri generi e famiglie. Il primo volume, pubblicato in tre parti tra il 1803 e il 1807 e dedicato a Banks, comprende la descrizione dettagliata, la distribuzione geografica e le note di coltivazione di 32 specie di Pinus. A concludere il volume, contributi sugli usi medici e industriali dei prodotti ricavati da questo genere, come le resine, e un’appendice con due nuovi generi (Dombeya, oggi Araucaria, e Dacridion) e due specie di Cupressus. Le 43 tavole, accuratissime, disegnate con precisione scientifica e gusto artistico da Ferdinand Bauer, Dyonisius Ehret e James Sowerby, con i particolari distintivi di rami, aghi, organi florali e coni, sono parte integrante del progetto. Il secondo volume, dedicato a sir R. C. Hoare, uscì nel 1824, con l’aggiunta di diverse specie, quindici tavole e la già citata analisi dell’erbario di Lambert scritta da Don. Erano però gli anni in cui le spedizioni di David Douglas (1824–1834) negli Stati Uniti occidentali stavano rivoluzionando le conoscenze, con la scoperta di numerose nuove specie di conifere. Fu così necessario predisporre una seconda edizione, che incominciò ad uscire nel 1828. Tra le nuove specie qui descritte e introdotte da Douglas, il peccio di Sitka (Picea sitchensis), l’abete nobile (Abies procera), il pino di Ponderosa (Pinus ponderosa), e la specie che volle dedicare a Lambert, il gigante del genere, Pinus lambertiana. Le descrizioni si devono per lo più a David Don, che pubblicò anche Sequoia sempervirens (come Taxodium sempervirens) e Cryptomeria japonica. Stampati in bianco e nero e poi acquerellati a mano, i volumi erano sontuosi in folio dal prezzo proibitivo di 40 ghinee l’uno. Lambert ebbe scarso controllo sull’acquerellatura, affidata dall’editore a vari coloristi: non esistono due copie esattamente uguali, e anche il numero di tavole varia da una tiratura all’altra. Nel 1832 venne così pubblicata una più maneggevole ed economica edizione litografata in quarto, con alcune immagini ridotte, un’appendice sulle conifere della Nuova Zelanda di G. Bennett e una tavola sinottica delle specie, che costituiva anche una prima organizzazione sistematica. Aylmer Bourke Lambert morì ottantenne nel 1842. Lasciava al mondo due preziose eredità: la prima trattazione sistematica delle conifere, che grazie a lui acquisirono definitivamente lo status di gruppo a sé, e un altrettanto favoloso erbario, raccolto con grande spesa e dedizione per impedirne la dispersione. Ma dispersione ci fu dopo la sua morte: messo all’asta e suddiviso in 317 lotti, finì nelle mani di molti acquirenti, e oggi gli esemplari che ne facevano parte sono sparsi in erbari di diverse parti del mondo. Un grande albero e piccoli gioielli australiani Nella nomenclatura botanica sono diverse le specie dedicate a Lambert, grande collezionista ma anche generoso mecenate che metteva a disposizione di tutti le sue raccolte. Il più fastoso di questi omaggi è ovviamente Pinus lambertiana: originario delle zone montane dell’Oregon e della California, con i suoi 60 metri d'altezza — ma se ne conoscono anche esemplari di 80 — è la Pinacea più alta. Douglas ne sentì parlare in termini quasi leggendari dalle sue guide indiane e infine la trovò in Oregon. Era la pianta più alta e maestosa che avesse mai visto. Data l’altezza, era molto difficile raccoglierne le pigne; Douglas, solo con il suo cane, non trovò altra soluzione che farle cadere a fucilate. Era riuscito a procurarsene tre quando arrivò un gruppo di nativi, con i volti dipinti con pitture di guerra, che lo rimproverarono aspramente: era una pianta sacra. Per fortuna Douglas riuscì a calmarli e a convincerli a raccogliere per lui qualche pigna in cambio di tabacco; appena si allontanarono per cercarle, se la diede a gambe. Al suo ritorno in patria, sulle "Transactions" della Linnean Society, la dedica a Lambert — massimo esperto di conifere del suo tempo — fu quasi un atto dovuto. Si deve invece a uno degli amici di sempre, James Edward Smith, fondatore della Linnean Society, la dedica del genere Lambertia, già nel 1798. Smith ne ricordava l’unica opera edita all’epoca: «Ho dedicato questo nuovo genere in onore del mio ottimo amico Aylmer Bourke Lambert, membro della Royal Society e della Linnean Society, autore di un opuscolo su Cinchona.» Anche questa dedica denota ammirazione e rispetto: Smith scelse infatti la bellissima Lambertia formosa, introdotta in Inghilterra da semi spediti nel 1788 dal Nuovo Galles del Sud al vivaio Lee & Kennedy. E se Smith fu laconico, lo è meno Andrews in "The Botanist Repository": «Questo bel genere ha ottenuto il suo nome per volontà del Dr. Smith da Aylmer Bourke Lambert, membro della Royal Society e della Linnean Society; un gentiluomo il cui zelo per l’avanzamento della conoscenza è illimitato, così come i suoi sforzi per rendere la botanica un beneficio universale.» Oggi il genere Lambertia, famiglia Proteaceae, comprende dieci-undici specie di piccoli alberi o arbusti sclerofilli endemici dell'Australia. Il nome comune wild honeysuckle "caprifoglio selvatico" è dovuto ai fiori asimmetrici con lungo tubo fiorale e lobi strettamente arrotolati su se stessi, rossi, aranciati, gialli o giallo-verdastri. L. formosa, con fiori da rosati a rossi, è l'unica specie originaria dell'Australia orientale, dove vive in varie aree del Nuovo Galles del Sud; tutte le altre specie vivono invece nell'Australia sudoccidentale. Alcune furono raccolte per la prima volta da Robert Brown durante la spedizione Flinders. Tutte sono piante di notevole bellezza e meriterebbero una menzione. L. illicifolia ha fiori giallo dorato e foglie che ricordano quelle dell'agrifoglio; L. inermis presenta invece due varietà, una con fiori gialli e l'altra con fiori aranciati; L. orbifolia, caratterizzata da foglie quasi circolari e da fiori rosso-arancio, è invece stata scoperta solo nel 1945 e descritta nel 1964; è presente solo in due aree, in due sottospecie distinte, che crescono l'una nel sottobosco delle foreste di Banksia, l'altro in densi arbusteti di Ericaceae. Qualche informazione in più nella scheda. La somiglianza di Lambertia con il nostro caprifoglio non sta solo nella forma e nei colori vibranti dei fiori; essi sono una preziosa fonte di nettare per le api e gli uccelli nettarivori; oltre ad offrire la loro bellezza, hanno anche un importante ruolo ecologico. Insomma, un omaggio perfetto per il colto e generoso Mr. Lambert.
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January 2026
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