Johann Jakob e Johann Gaspar Scheuchzer
Co-dedicatari di Scheuchzeria
Se ne parla nel post Padri e figli (e fratelli): 2. Johann Jakob e Johann Gaspar Scheuchzer
Se ne parla nel post Padri e figli (e fratelli): 2. Johann Jakob e Johann Gaspar Scheuchzer
Johann Jakob ScheuchzerJohann Jakob Scheuchzer (1684-1738) era il figlio maggiore dell'omonimo medico cittadino di Zurigo e di Barbara Fäsi; rimasto orfano del padre a 12 anni, presumibilemente poté continuare gli studi grazie al sostegno della famiglia materna. Nel 1692 iniziò gli studi di filosofia all'università di Altdorf presso Norimberga; l'anno successivo si trasferì a Utrecht dove nel 1694 si laureò in medicina. Seguì un secondo soggiorno ad Altdorf e Norimberga, quindi tornò a Zurigo. Non essendo disponibile nessuno dei posti dei quattro medici cittadini, dovette accontentarsi di collaborare con varie associazioni erudite e di lavorare come medico dell'orfanatrofio; era anche direttore della biblioteca municipale e della camera d'arte e scienze naturali. Solo nel 1710 gli fu assegnata la cattedra di matematica al Carolinum di Zurigo, con la promessa di estenderla quanto prima all'insegnamento della fisica. Ma la promozione a professore di fisica arrivò solo nel 1733, insieme alla nomina a primo medico cittadino. Sarebbe morto pochi mesi dopo.
A una carriera tanto lenta e modesta si contrappone una multiforme e straordinaria attività scientifica. Egli è in primo luogo celebre come studioso delle Alpi, grazie ai tre Itinera alpina, pubblicati rispettivamente nel 1702, 1708 e 1723, ricchi di informazioni di ogni genere e basati sulle spedizioni scientifiche da lui compiti a cadenza quasi annuale tra il 1694 e il 1714. Insieme a studi eruditi, esse furono anche il punto di partenza per le sue opere sulla storia naturale della Svizzera, Beschreibung der Natur-Geschichten des Schweizerlands (in tre volumi, 1706–1708) e Helvetiae historia naturalis oder Naturhistorie des Schweitzerlandes (1716–1718). Gli si deve anche una carta della Svizzera formata da quattro tavole (Nova Helvetiae tabula geographica). Durante i suoi viaggi, Scheuchzer scoprì molti fossili di cui creò una delle collezioni più vaste del suo tempo. Egli li interpretò come resti e allo stesso tempo prove del diluvio biblico; questa tesi è espressa in Piscium querelae et vindiciae (1708), in Herbarium diluvianum (1709), in Lithographia Helvetica (1726). L'intento di conciliare la scienza con il dettato biblico è presente tanto nella sua prima opera, Physica oder Natur-Wissenschaft, un eclettico manuale di filosofia naturale che fu anche il primo a trattare la fisica in lingua tedesca, quanto nell'ultima, Physica sacra, un commento della Bibbia accompagnato da un lussuoso apparato iconografico e da riferimenti agli apporti della scienza. Membro della Leopoldina e della Royal Society, che finanziò la pubblicazione di alcune delle sue opere, Scheuchzer fu attivameyte impegnato nella divulgazione del sapere scientifico, con i periodici da lui stesso fondati Beschreibung der Natur-Geschichten des Schweizerlands e Historischer und politischer Mercurius e Seltsamer Naturgeschichten des Schweitzer-Lands wochentliche Erzehlung (1706-08). Si occupò anche di bibliografa con la rassegna Nova literaria Helvetica (1702-15). |
Johann Gaspar ScheuchzerAncora nella prima infanzia alla morte del padre, Johann Gaspar Scheuchzer (1684-1738) crebbe sotto l'influenza del fratello maggiore, di dodici anni più vecchio; ancora adolescente lo accompagnò nelle spedizioni sulle Alpi, assorbendone la passione per le montagne e il metodo sperimentale.
Iniziò gli studi di medicina a Basilea, ma nel 1703 li interruppe per arruolarsi nell'esercito olandese. In Olanda conobbe Luigi Ferdinando Marsigli, lo accompagnò nei suoi viaggi in Svizzera, Paesi Bassi e Inghilterra, e infine si trasferì a Bologna come suo segretario. Qui nel 1705 pubblicò un importante saggio sulla stratificazione delle montagne, in cui introdusse il concetto di corrugamento alpino. Tornato in Svizzera per completare gli studi , duvenne dottore in medicina a Basilea all'inizio del 1706. Tornò poi in Olanda, servendo come medico militare fino al 1710. Nel 1708 fu ammesso alla Academia curiosorum e pubblicò Agrostographiae helveticae prodromus, un'anticipazione della sua maggiore opera di botanica, Agrostographia sive Graminum, Juncorum, Cyperorum, Cyperoidum, iisque affinium historia (1719). Tra il 1707 e il 1720, tentò più volte invano di ottenere una cattedra a Bologna, Padova, Basilea e Zurigo; nel 1724 lo ritroviamo in Svizzera, dove fu nominato cancelliere del distretto di Baden per dieci anni. Solo nel 1733, dopo la morte del fratello, tornò a Zurigo per succergli come protomedico cittadino e professore di fisica al Carolinum. Poté godere di questa posizione di prestigio per appena cinque anni; morì infatti nel 1738 a 51 anni. |
Fonti
B. Leu, Urs B., Swiss Mountains and English Scholars: Johann Jakob Scheuchzer's Relations to the Royal Society, "Huntington Library Quarterly", 78, 2, 2015, pp. 329–348.
H. Marti, Johann Jakob Scheuchzer, in Dizionario storico della Svizzera, https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/014622/2012-11-20/
K. Marti-Weissenbach, JohannScheuchzer, in Dizionario storico della Svizzera, https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/026143/2010-05-28/
L. Pignotti, H. Rainer, E. Vitek, Grass (Gramineae) and rush (Juncaceae) specimens from Johannes Scheuchzer's collection at the Herbarium of Natural History Museum Vienna, "Annalen des Naturhistorischen Museums in Wien", Serie B, 117, Jänner 2015, pp. 121-141.
B. Leu, Urs B., Swiss Mountains and English Scholars: Johann Jakob Scheuchzer's Relations to the Royal Society, "Huntington Library Quarterly", 78, 2, 2015, pp. 329–348.
H. Marti, Johann Jakob Scheuchzer, in Dizionario storico della Svizzera, https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/014622/2012-11-20/
K. Marti-Weissenbach, JohannScheuchzer, in Dizionario storico della Svizzera, https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/026143/2010-05-28/
L. Pignotti, H. Rainer, E. Vitek, Grass (Gramineae) and rush (Juncaceae) specimens from Johannes Scheuchzer's collection at the Herbarium of Natural History Museum Vienna, "Annalen des Naturhistorischen Museums in Wien", Serie B, 117, Jänner 2015, pp. 121-141.