Augustus FendlerDedicatario di Fendlera e Fendlerella Se ne parla nel post Augustus Fendler, alla ricerca di altrove Augustus Fendler (originariamente August, 1813-1883) nacque a Gumbinnen nella Prussia orientale. A sei mesi rimase orfano del padre, un artigiano tornitore. La madre si risposò ed ebbe un altro figlio dal secondo marito. La povertà della famiglia lo costrinse a studi irregolari; già impiegato a sedici anni come apprendista presso la cancelleria municipale, spinto dal desiderio di viaggiare accompagnò un medico in ispezione dei casi di colera lungo la frontiera con la Russia. Per due anni fu apprendista conciatore, poi fu allievo di una scuola politecnica, che abbandonò dopo un anno per diventare artigiano itinerante. Dopo sei mesi di vagabondaggi da Brema si imbarco per Baltimora, dove giunse nel 1836.
Privo di denaro e contatti, durante il primo soggiorno americano fu successivamente conciatore a Filadelfia, operaio di una fabbrica di lampade a New York e di una di lumi a gas a San Louis; emigrato in Texas, fece domanda per ricevere un lotto di terre demaniali, ma vi rinunciò per non arruolarsi nella milizia che presidiava il territorio contro i Comanche. Tornato in Illinois, per breve tempo fu insegnante. Poi per semi mesi visse come un eremita, totalmente immerso nella natura di un isolotto disabitato, traendo il suo sostentamento dalla caccia, finché il suo rifugio fu travolto da una piena. Decise a questo punto di tornare in Germania. Nel 1844 incontrò Ernest Meyer, professore di botanica dell'università di Königsberg, che gli propose di tornare in America per fare raccolte di piante per lui. Ritornò così in America, presumibilmente accompagnato dal fratellastro. Stabilitosi a St Louis, dopo aver fatto una serie di raccolte, si rivolse per l'identificazione a George Engelmann, che lo mise in contatto con Asa Gray. Divenne così il primo raccoglitore della rete di Gray e Torrey, coordinata da Engelmann. Tra il 1846 e il 1847, la prima spedizione per conto di Gray lo portò a Santa Fé, occupata dalle truppe statunitensi nel corso della guerra contro il Messico. Pur tra rilevanti difficoltà finanziarie, fece ingentissime raccolte, poi parzialmente pubblicate da Gray in Plantae fendlerianae. Era su intenzione tornare ad esplorare il New Mexico via Salt Lake City e a tal fine di aggregò a una spedizione militare, ma perse tutte le raccolte, la carte e le attrezzature guadando un corso d'acqua. Dovette rientrare a St Louis dove scoprì di aver perso tutti suoi averi nell'incendio che aveva devastato la città. Dopo una breve spedizione finanziata da Engelmann a Changres sullo stretto di Panama, per breve tempo si stabilì a Camden in Arkansas, facendo ulteriori raccolte, per poi trasferirsi a Memphis dove aprì una fabbrica di lampade a gas, continuando le raccolte come attività collaterale. Nel 1853 tuttavia dovette chiudere l'azienda e decise di trasferirsi, sempre insieme al fratello, in Venezuela. Dopo qualche mese a Caracas, per quattro anni - eccetto un breve ritorno negli Stati Uniti per vendere le sue collezioni - visse alla colonia Tovar e riprese con vigore l'attività di cacciatore di piante, anche se anche qui doveva essere integrata da altre occupazione, dalla coltivazione di frutta e verdura alla distillazione di alcoolici. Ritornato a St Louis nel 1864, acquistò una fattoria a Allenton nel Missouri; per breve tempo, su iniziativa di Gray, fu anche curatore dell'erbario di Harvard, ma non riuscì ad integrarsi in un ambiente troppo segnato da convenzioni sociali. Nel 1871 gravi problemi alla vista del fratello, lo spinsero a vendere la proprietà; dopo un breve soggiorno a St Louis, i due fratelli tornarono in Germania, ma presto abbandonarono il progetto di stabilirsi per sempre il patria. Dopo il terzo ritorno negli Stati uniti, Fendler si stabilì a Wilmington nel Delaware, occupandosi tra l'altro della sistemazione dell'erbario di Canby. Problemi di salute tuttavia lo spinsero a cercare un clima più caldo; nel 1877 con il fratello si trasferì a Port of Spain nell'isola di Trinidad, che sarebbe stata l'ultima sede della sua vita errabonda. A Trinidad riprese anche l'attività di raccolta, e qui morì settantenne nel 1883. |
Fonti
W. M, Canby, An Autobiographie and Some Reminiscences of the Late August Fendler, "Botanical Gazette", 10 (1885), 6, pp. 285–290; 7, pp.301–304; 8, pp. 319-322
Fendler, August (1813-1883), Fendler, August (1813-1883) on JSTOR
A. Gray, Plantæ Fendlerianæ Novi-Mexicanæ: An Account of a Collection of Plants Made Chiefly in the Vicinity of Santa Fé, New Mexico, by Augustus Fendler, "Memoirs of the American Academy of Arts and Sciences", New Series, Vol. 4, No. 1 (1849), pp. 1-116
C. A. Todzia, Augustus Fendler's Venezuelan Plant Collections, "Annals of the Missouri Botanical Garden", 17, 1, 1989, pp. 310-329.
W. M, Canby, An Autobiographie and Some Reminiscences of the Late August Fendler, "Botanical Gazette", 10 (1885), 6, pp. 285–290; 7, pp.301–304; 8, pp. 319-322
Fendler, August (1813-1883), Fendler, August (1813-1883) on JSTOR
A. Gray, Plantæ Fendlerianæ Novi-Mexicanæ: An Account of a Collection of Plants Made Chiefly in the Vicinity of Santa Fé, New Mexico, by Augustus Fendler, "Memoirs of the American Academy of Arts and Sciences", New Series, Vol. 4, No. 1 (1849), pp. 1-116
C. A. Todzia, Augustus Fendler's Venezuelan Plant Collections, "Annals of the Missouri Botanical Garden", 17, 1, 1989, pp. 310-329.